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Si dice che la terza edizione, per un evento, debba corrispondere ad un'affermazione definitiva o ad un fallimento: andare avanti e trovare una certa stabilità o tornare indietro e concludere un'esperienza. Il terzo "Est Film Festival" è preparato meticolosamente nell'anno che lo precede per renderlo un appuntamento capace di coinvolgere il territorio che lo ospita in profondità: per la prima volta viene fatto un lavoro produttivo capillare, che coinvolge tutte le strutture ricettive della zona, alberghi, bed & breakfast, ristoranti, pub e quant'altro. L'evento viene pubblicizzato nelle settimane che lo precedono attraverso la distribuzione di un 32-pagine completo di programma, una breve guida della città, una mappa e le informazioni su tutte le strutture, convenzionate e non. "Est Film Festival" sceglie di affrontare l'anno di crisi investendo, aumentando a 9 il numero dei giorni totali e mantenendo l'ingresso gratuito.
La struttura di questa terza edizione massimizza l'uso degli spazi creati a Montefiascone: dopo l'inaugurazione, col tradizionale concerto jazz che ha visto sul palco Javier Girotto e gli Aires Tango, ogni mattina è aperta da una colazione alla Rocca, seguita da proiezioni ed incontri; superate le ore più calde, la Rocca dei Papi torna protagonista per un'altra proiezione ed un altro incontro prima di cena, mentre la serata si svolge a Piazzale Frigo. I film in concorso sono sette, e la giuria presieduta da Luca Lionello, protagonista del film premiato nel 2008, assegna l'Arco d'oro (il cui premio corrispondente è aumentato fino a 7000 euro) ad "Aspettando il sole" di Ago Panini; il pubblico di Piazzale Frigo premia invece "La casa sulle nuvole" di Claudio Giovannesi, a cui va un Arco d'argento e 2000 euro di premio.
La sezione riservata ai cortometraggi trova il suo spazio ideale nell'arco di una sola giornata, chiudendo prima di sera le proiezioni e i dibattiti delle 15 opere selezionate; l'Arco d'argento e i 2000 euro di premio vengono assegnati a "L'arbitro" di Paolo Zucca, fresco vincitore del David di Donatello. Una novità assoluta è invece la terza sezione competitiva, dedicata ai documentari, che come la "maratona corti" mette in palio un Arco d'argento e 2000 euro, vinti da "Via Selmi, 72 - Cinemastation".
Il fiore all'occhiello del terzo "Est Film Festival" sono stati peró i grandi incontri serali a Piazzale Frigo, inaugurati da Carlo Verdone (ospite per i due giorni inaugurali del festival) e chiusi dal primo ospite internazionale di Montefiascone, il regista americano Abel Ferrara, protagonista anche nella tarda serata di una sorta di dopo-festival improvvisato, con musica e parole in libertà, con un contatto umano tra il pubblico e gli autori altrimenti impensabile. Nel mezzo tanto cinema italiano, da Roberto Faenza - cui è stata dedicato il "Focus", una retrospettiva di quattro opere con altrettanti incontri col pubblico - alla coppia formata da Carolina Crescentini ed Alba Rohrwacher, interpreti del film "Due partite" e a loro agio tra la folla che è rimasta fino a tarda sera per chiedere foto e autografi. Un pubblico tanto numeroso ha assistito ed ha partecipato agli incontri a Piazzale Frigo da non lasciare dubbi su quale debba essere l'epicentro del festival, una piazza capace di accogliere più di mille persone e di conservare, allo stesso tempo, un'atmosfera intima, con una scenografia suggestiva e il 'miracolo' del fascio di luce che esce da una finestra e attraversa la piazza sorvolando gli spettatori, proiettando sullo schermo le immagini scelte per vivere questi nove giorni di cinema.
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Con la seconda edizione "Est Film Festival" affronta il primo passo verso la crescita costante che si richiede ad un evento giovane ed ambizioso: uscire dai propri confini, essere conosciuto non solo nel perimetro del Lago di Bolsena o nel territorio della Tuscia, avere un'eco nazionale per aumentare, oltre al pubblico, la curiosità di chi lavora nel cinema e dei semplici appassionati. L'operazione riesce grazie al coinvolgimento di grandi personalità, nomi che sembrerebbero fuori dalla portata di un festival alla sua seconda edizione: l'apertura è affidata a una Palma d'oro quale Giuliano Montaldo, e un'altra Palma d'oro - Nanni Moretti - sarà il protagonista dell'incontro più affollato che la Rocca dei Papi abbia mai visto, superando quello di pochi giorni prima con un altro maestro del cinema italiano, Pupi Avati. "Est Film Festival" guadagna il suo spazio sulle maggiori testate giornalistiche nazionali e nelle edizioni dei telegiornali RAI grazie alla presenza di questi grandi cineasti, ma anche grazie all'unicità nel territorio nazionale di un festival interamente prodotto e condotto da ragazzi al di sotto dei trent'anni, capaci di dar vita ad una struttura fresca in grado di abbinare gli incontri di prestigio con i maestri del passato-presente del nostro cinema all'attualità del cinema indipendente, per continuare con la prospettiva futura dei giovani cineasti alle prese con i loro primi cortometraggi. Accanto al concorso principale, che vede la vittoria di "Cover boy" di Carmine Amoroso, premiato dalla giuria presieduta dal vincitore del 2007 Giorgio Diritti, nasce il concorso riservato ai cortometraggi, che vede in gara in una maratona di due giorni di proiezioni e dibattiti ben 25 opere, tra queste il vincitore del David di Donatello; il premio viene assegnato a "Vietato fermarsi" del giovane pugliese Pierluigi Ferrandini.
La retrospettiva 2008 è dedicata a Francesco Patierno, regista napoletano che ha lasciato a bocca aperta i critici con il suo film d'esordio "Pater familias", cambiando completamente registro con "Il mattino ha l'oro in bocca", prima di dedicarsi, nei mesi successivi, alla fiction di qualità per i canali specifici di Sky.
Ma la novità più importante nella struttura di "Est Film Festival" è la scoperta e la valorizzazione di un posto nuovo, il centralissimo Piazzale Frigo, capace di accogliere oltre mille persone - la metà delle quali sedute - per le proiezioni e gli incontri serali con i protagonisti del concorso 2008. Proprio questo è coinvolto nell'altra importante novità di questa edizione, il "Premio del pubblico" che viene assegnato, votando dopo ogni proiezione attraverso le schede consegnate all'inizio, all'applauditissimo "Cover boy", che dunque si aggiudica entrambi i premi principali.
Alla novità serale fa da specchio quella mattutina, con l'apertura della Rocca dei Papi al pubblico, al quale viene offerta dapprima la colazione, quindi la visione di opere inedite, dal documentario patrocinato da Amnesty International al backstage del film vincitore l'anno precedente, "Il vento fa il suo giro". Non manca la musica, con il secondo appuntamento con il jazz ed il concerto gospel inaugurale, anche questo nell'ambito della collaborazione con Amnesty. Ovviamente tutto quanto rigorosamente ad ingresso gratuito, dalle colazioni alle proiezioni, dai concerti agli incontri con gli autori. Il festival si chiude con una promessa per il 2009: in un video di un paio di minuti Carlo Verdone saluta il pubblico di Montefiascone e dà a tutti l'appuntamento per la terza edizione.
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"Est Film Festival" nasce nel 2007 come un esperimento, portando un'idea nuova in un territorio fino a quel momento vergine: rivoluzionare la fruizione passiva del cinema che un piccolo centro tende ad avere, mettendo a contatto il pubblico con gli autori. Accanto a questo incontro tra chi realizza un prodotto e coloro ai quali è destinato, la scelta di "Est Film Festival" è quella di creare un evento di livello, che rispecchi in piccolo i grandi appuntamenti internazionali: non una rassegna, quindi, ma un concorso di lungometraggi per dare luce, e se possibile prestigio, ai prodotti indipendenti del cinema italiano, tradizionalmente di ottimo livello. Il tutto, come se non bastasse, è offerto al pubblico gratuitamente, con l'obiettivo primario di risvegliare l'interesse e le passioni.
Per attirare subito l'attenzione dei residenti, del pubblico potenziale e della stampa, il battesimo di "Est Film Festival" è tenuto da una madrina d'eccezione, Maria Grazia Cucinotta.
La stessa giornata inaugurale assisterà alla nascita di un sodalizio che si è andato rafforzando negli anni successivi, quello con il Viterbo Jazz Up Festival, con il primo dei concerti jazz nei giardini della Rocca dei Papi, da allora appuntamento fisso.
Un'altra collaborazione nata nel 2007 è quella con Amnesty International, che ha visto protagonisti Paola Saluzzi e Riccardo Noury.
Cinque opere indipendenti si contendono il primo Arco d'oro e il corrispettivo premio di 5000 euro: vince "Il vento fa il suo giro" di Giorgio Diritti, che nello stesso anno vincerà numerosi altri premi e stabilirà un record rimanendo in programmazione nello stesso cinema per 18 mesi consecutivi. Accanto al concorso nasce la sezione che sarà presto ribattezzata come "Élite", con incontri con i registi di alcuni tra i film più interessanti usciti nei mesi precedenti; a Roberto Andó è dedicata la prima retrospettiva, mentre una "finestra sul corto" apre un discorso che dall'edizione successiva sarà trasformato in un vero e proprio concorso.
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Cinque appuntamenti al Cinema Embassy nella primavera successiva compongono la seconda rassegna, aperta anche questa volta da un film di un grande autore italiano, "La terra" di Sergio Rubini. Due rassegne all'insegna della grande qualità delle opere presentate e dell'incontro tra il pubblico e gli autori, una sorta di palestra per immaginare un evento più grande che parta dalle stesse basi, lontano da Roma per ritagliarsi uno spazio senza rischiare di essere fagocitato da un'offerta illimitata e indiscriminata.
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Contestualmente con la fondazione di Arcopublic Srl nasce la testata giornalistica on-line "Cinema del Silenzio", una rivista aperta con l'intenzione di occuparsi dei film meno pubblicizzati e degli eventi cinematografici di Roma e delle zone limitrofe, e successivamente cresciuta fino alla struttura attuale, con 20000 accessi giornalieri per i suoi servizi di critica a tutto tondo, di approfondimenti, di programmazione delle sale cinematografiche e di segnalazioni utili, dai dvd in vendita ai bandi di concorso in scadenza.
L'attività della rivista ha presto creato una schiera di utenti affezionati, così è nata l'idea di organizzare eventi a Roma per discutere a contatto con il pubblico invece di farlo soltanto on-line: nella primavera del 2005 la prima edizione della rassegna chiamata "Espresisoni d'autore" propone al Cinema Mignon cinque serate ad ingresso gratuito, dalla prima proiezione di "Cuore sacro" alla presenza della sua protagonista Barbora Bobulova all'ultimo appuntamento, l'anteprima nazionale del film canadese "Gaz bar blues", passando per il doppio appuntamento con il maestro di Hong Kong Wong Kar-wai, la proiezione di "In the mood for love" e, subito dopo, del suo sequel ideologico "2046".
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